Solo a Blink l'unica "SQUOLA" di magia. Tra segreti, illusioni e meraviglia!

A novembre torna la SQUOLA di Magia del circolo magico più felice del mondo. Dieci appuntamenti, dieci posti e un mondo di illusioni tutto da scoprire nell’incantevole Sala dei Segreti della nuova sede di Palazzo Savio a Dronero. A guidare il viaggio Arturo il Mago, affiancato dai professori e dai soci di Blink. La prima lezione è gratuita. E alla fine tutti sul palco per il BLINK TALENT!

DRONERO – C’è chi sogna di far sparire una carta, chi vorrebbe indovinare un pensiero e chi immagina di salire su un palco per lasciare il pubblico senza parole. E poi c’è chi, semplicemente, è curiosa o curioso di scoprire come si costruisce un’illusione e che cosa si prova quando gli occhi di chi guarda si riempiono di stupore. A Dronero, da novembre, tutte queste strade si incontrano nella SQUOLA di Magia di Blink, il circolo magico più felice del mondo. La nuova sede di Palazzo Savio, nell’incantevole Sala dei Segreti, si prepara ad accogliere una nuova classe di apprendisti e apprendiste, pronti a esplorare l’illusionismo non soltanto come insieme di tecniche, ma come forma d’arte, linguaggio espressivo e occasione per scoprire qualcosa in più sulle proprie capacità.
Dieci appuntamenti serali, dalle 21 alle 23, per un massimo di dieci partecipanti dai 14 anni in su. Un gruppo volutamente piccolo, nel quale sperimentare, fare domande, confrontarsi con i docenti e imparare anche attraverso gli errori. Perché dietro un gioco di prestigio riuscito non ci sono soltanto mani veloci e segreti ben custoditi: ci sono studio, allenamento, immaginazione, presenza scenica e capacità di entrare in relazione con le persone. A coordinare il percorso sarà Corrado Gerbaudo, in arte Arturo il Mago, che vestirà i panni del magister e preside della SQUOLA. Accanto a lui ci saranno Mago Alby, Diego, Federico e gli altri professori e soci di Blink, pronti a condividere competenze, esperienze e quella passione che, quando incontra la curiosità di chi vuole imparare, può trasformarsi in una scoperta sorprendente. La prima lezione è gratuita. Un’occasione per varcare la soglia della Sala dei Segreti, conoscere chi accompagnerà il gruppo e capire che cosa significhi davvero entrare nel mondo della magia.

Perché SQUOLA, con la Q? La differenza è il nostro segreto

La domanda sorge spontanea: perché scrivere SQUOLA con la Q? A Blink la risposta è parte integrante della propria identità: «L’unica SQUOLA con la Q, perché ciò che viene insegnato non è qualcosa di tradizionale, ma appartiene allo straordinario mondo dell’illusione, dello spettacolare e dello stupore». Quella Q volutamente fuori posto è molto più di una battuta. È un modo per dichiarare che qui si entra in un territorio nel quale le regole possono essere osservate da prospettive diverse, le certezze possono vacillare e ciò che sembrava impossibile diventa, almeno per un istante, credibile. La magia vive proprio in questo spazio: tra ciò che vediamo e ciò che crediamo di aver visto, tra una spiegazione razionale e il desiderio di lasciarci sorprendere. La Q rappresenta allora la scelta di non accontentarsi delle strade già percorse, di sperimentare, di cercare un linguaggio personale. Ma c’è anche un altro significato, forse ancora più importante. Essere differenti non significa essere fuori posto. Significa avere qualcosa di proprio da portare, un talento da scoprire, un modo particolare di osservare il mondo. La SQUOLA vuole essere un luogo nel quale le differenze non diventano ostacoli, ma occasioni di arricchimento. Non importa se chi arriva è timida o esuberante, se ha già provato qualche gioco di carte oppure non ha mai tenuto in mano un mazzo. Non è necessario dimostrare qualcosa prima di cominciare. Conta la voglia di imparare, la disponibilità a mettersi in gioco e il rispetto per chi condivide il percorso. La Q, insomma, sottolinea la differenza. Ma non serve a dividere: serve a ricordarci che si può crescere insieme senza dover essere tutte e tutti uguali.

Arturo il Mago, il magister: «A Blink si cresce, anche quando si sbaglia»

Corrado Gerbaudo, in arte Arturo il Mago, coordinerà la SQUOLA con un’idea precisa: imparare la magia può essere un’esperienza che va ben oltre il semplice apprendimento di un trucco. «A Blink si impara la magia, si impara a giocare con gli elementi, si impara a stare in pubblico e a essere più sicuri di sé. Da Blink si diventa più belli, più alti, più simpatici e più intelligenti. Da Blink si cresce! Si cresce così tanto che il mondo diventerà tascabile, come una pallina con cui giocare». È il linguaggio ironico e immaginifico di Blink, che trasforma una promessa impossibile in un messaggio molto concreto. Nessuno uscirà da Palazzo Savio con qualche centimetro in più o con una formula capace di risolvere ogni problema. Ma chi si mette alla prova può scoprire di avere più coraggio, più fiducia nelle proprie capacità e più strumenti per affrontare situazioni nuove. Perché esibirsi davanti a un pubblico significa imparare a gestire l’emozione, trovare la propria voce, sostenere uno sguardo e accettare che non tutto vada sempre secondo i piani. Un gioco può non riuscire. Una carta può finire nel posto sbagliato. Una battuta può arrivare nel momento meno opportuno. E allora? Si respira, si capisce che cosa non ha funzionato e si ricomincia. È anche questo il senso della SQUOLA: imparare a fare la differenza, a sbagliare e rialzarsi, a essere inclusivi. Nessuna persona dovrebbe sentirsi meno adatta a causa della propria timidezza, del proprio carattere o della propria esperienza. Ognuna e ognuno può trovare il proprio modo di esprimersi, con tempi e capacità differenti. La magia diventa così una palestra di vita. Non perché possa trasformare improvvisamente chiunque in una persona sicura e disinvolta, ma perché offre occasioni concrete per esercitarsi, affrontare piccole paure, ascoltare gli altri e scoprire che ciò che ieri sembrava difficile oggi può diventare possibile. E forse, dopo dieci lezioni, il mondo non entrerà davvero in una pallina. Ma potrebbe sembrare un po’ meno grande e un po’ meno difficile da affrontare.

Mago Alby: la manipolazione, quando le mani diventano strumenti di meraviglia

Tra i docenti della SQUOLA ci sarà Mago Alby, che accompagnerà il gruppo alla scoperta della manipolazione, una delle discipline più affascinanti e impegnative dell’arte magica. Palline che appaiono e scompaiono, oggetti che sembrano moltiplicarsi, piccoli elementi che si muovono tra le dita con una naturalezza quasi impossibile: è una magia nella quale le mani sembrano raccontare una storia senza bisogno di parole. A chi guarda può sembrare una questione di velocità. Chi prova a impararla scopre invece che la rapidità è soltanto una parte del lavoro. Servono coordinazione, precisione, controllo dei movimenti e un allenamento costante. Occorre imparare a gestire gli oggetti senza tradire il segreto e, contemporaneamente, mantenere una presenza naturale, capace di guidare lo sguardo del pubblico. La vera sfida consiste nel far sembrare semplice ciò che semplice non è. Durante le lezioni, Mago Alby metterà a disposizione la propria esperienza per mostrare quanto contino la pratica, la pazienza e l’attenzione ai dettagli. All’inizio le dita possono sembrare impacciate, gli oggetti possono cadere e il risultato può essere lontano da quello immaginato. Poi, con l’esercizio, i movimenti acquistano fluidità e la tecnica comincia a trasformarsi in espressione. È una lezione che vale anche al di fuori della manipolazione: non sempre ciò che riesce con naturalezza a qualcun altro è immediato per noi. Ma confrontarsi con una difficoltà, senza vergognarsi di non saper fare qualcosa, è il primo passo per imparare. E quando l’effetto finalmente funziona, il pubblico vede soltanto la meraviglia. Tutto il resto, la fatica e le prove, rimane dietro le quinte.

Diego e il mentalismo: che cosa succede quando la magia incontra la mente?

Con Diego, professore di mentalismo, il terreno di gioco cambia. Non sono più soltanto le mani o gli oggetti a catturare l’attenzione: protagonisti diventano i pensieri, le scelte, le aspettative e il modo in cui interpretiamo ciò che accade. Come può una previsione sembrare impossibile? Perché alcune coincidenze ci colpiscono così profondamente? Quanto siamo consapevoli dei processi che influenzano le nostre decisioni? Il mentalismo costruisce esperienze nelle quali lo spettatore si trova davanti a eventi apparentemente inspiegabili. Il suo fascino nasce anche dal coinvolgimento personale: non stiamo soltanto guardando un oggetto trasformarsi, ma ci chiediamo come sia possibile che una scelta, un numero o un pensiero sembrino essere stati anticipati. Per ottenere questo risultato non basta conoscere una tecnica. Bisogna saper costruire un racconto, dosare le informazioni, gestire le aspettative e accompagnare il pubblico attraverso una sequenza di momenti che acquistano significato uno dopo l’altro. Il mentalismo richiede quindi attenzione, capacità di osservazione e sensibilità nel rapporto con le persone. Non si tratta semplicemente di proporre un enigma, ma di creare una situazione nella quale chi guarda diventa parte integrante dell’esperienza. Sotto la guida di Diego, gli allievi potranno avvicinarsi a questo linguaggio dell’illusionismo e comprenderne le dinamiche sceniche, scoprendo come una buona presentazione possa trasformare un effetto in un momento memorabile. E forse si accorgeranno che anche nella vita quotidiana osservare con più attenzione, ascoltare davvero e non fermarsi alla prima impressione sono capacità preziose.

Federico, la passione per le carte e la storia della magia

Tra gli insegnanti ci sarà anche Federico, uno dei più giovani del gruppo, appassionato da sempre di cartomagia e storia della magia.La sua presenza racconta un altro aspetto importante della SQUOLA: la passione per l’illusionismo può attraversare le generazioni e trasformarsi in qualcosa da condividere. Non è necessario avere alle spalle una lunghissima carriera per trasmettere entusiasmo e competenze. Servono studio, curiosità e la voglia di continuare a imparare. Per Federico, un mazzo di carte è molto più di un oggetto da tenere in tasca. È uno strumento capace di offrire infinite possibilità: giochi immediati, effetti sorprendenti, sequenze articolate e vere e proprie storie da raccontare attraverso gesti, parole e ritmo. La cartomagia è spesso una delle prime porte d’ingresso nel mondo dell’illusionismo. Non richiede grandi attrezzature e permette di esibirsi in moltissime situazioni, ma dietro la sua apparente semplicità si nascondono destrezza, memoria, tecnica e una buona comprensione del rapporto con il pubblico. Accanto alle carte, Federico coltiva una forte passione per la storia della magia. Conoscere il passato significa scoprire gli artisti, le idee e le invenzioni che hanno contribuito a costruire questa forma di spettacolo, comprendendo come siano cambiati nel tempo i giochi, le tecniche e il modo di sorprendere gli spettatori. La storia non è soltanto un repertorio di curiosità. È uno strumento per capire da dove nascono certe idee, come si trasformano e in che modo continuano a ispirare chi oggi si avvicina all’illusionismo. Attraverso la cartomagia e la storia della magia, Federico porterà nella SQUOLA due prospettive complementari: la pratica, che richiede esercizio e precisione, e la conoscenza, che aiuta a comprendere il significato e l’evoluzione di ciò che si impara.

Il teatro: perché un mago non esegue soltanto un trucco, ma interpreta un personaggio

C’è però un elemento fondamentale che attraversa tutte le discipline della SQUOLA e che merita un posto speciale nel percorso: il teatro.Perché un mago non è soltanto una persona che conosce un segreto. È anche un interprete. Quando si presenta davanti al pubblico, costruisce un personaggio, sceglie come muoversi, come parlare, quando fermarsi e come dare significato a ciò che accade. In altre parole, interpreta la parte del mago. Il teatro è una componente fondamentale della magia moderna proprio perché permette di trasformare una tecnica in uno spettacolo. Un effetto può essere perfettamente eseguito e lasciare comunque poco al pubblico, se manca una storia capace di coinvolgerlo. Al contrario, un gesto semplice può diventare indimenticabile quando è inserito nel momento giusto, accompagnato da una pausa, da uno sguardo o da una frase che accende l'immaginazione. Il mago deve saper gestire la scena anche quando la scena è soltanto un tavolino, una strada, una sala o il piccolo spazio tra sé e una persona che osserva. Deve capire dove dirigere l'attenzione, come utilizzare la voce, quale ritmo dare alla presentazione e come reagire agli imprevisti. È qui che il teatro incontra la magia: entrambi lavorano con la presenza, l'attesa, il racconto e le emozioni di chi assiste. Una lezione di teatro può aiutare a prendere confidenza con il corpo e con la voce, a utilizzare meglio lo spazio, a superare l'imbarazzo e a costruire una relazione più autentica con il pubblico. Può insegnare che una pausa non è necessariamente un vuoto, che un silenzio può essere eloquente e che la gestualità comunica anche quando non pronunciamo una parola. Ma il teatro non riguarda soltanto chi desidera esibirsi su un palcoscenico. Nella vita di ogni giorno interpretiamo ruoli diversi, affrontiamo situazioni nuove, comunichiamo con persone differenti e cerchiamo il modo più adatto per esprimere ciò che siamo. Imparare a stare in scena può diventare anche un'occasione per conoscere meglio la propria presenza, riconoscere le proprie emozioni e sentirsi più a proprio agio nelle relazioni. Per chi ama la magia, il teatro non è dunque un'aggiunta decorativa: è uno degli strumenti che permettono all'illusionismo di diventare arte dello spettacolo. Perché il segreto può sorprendere gli occhi, ma è l'interpretazione a dare vita alla meraviglia.

Dieci appuntamenti per esplorare l'illusionismo, dal close-up alla street magic

Manipolazione, mentalismo, cartomagia e teatro sono alcune delle tappe di un programma che attraverserà diverse specialità dell’illusionismo. Ci sarà spazio per la matemagia, dove numeri e logica diventano strumenti di stupore; per la magia dedicata ai bambini, che richiede fantasia, ritmo e capacità di coinvolgimento; per la magia da scena, pensata per conquistare una platea; per il close-up, nel quale la meraviglia avviene a pochi centimetri dagli occhi degli spettatori; e per la street magic, che porta la magia fuori dai teatri, tra le persone e nelle situazioni quotidiane. Il percorso sarà completato dalla storia della magia e dalla possibilità di confrontarsi con linguaggi e stili differenti, grazie ai professori e ai soci del circolo. Ogni disciplina ha le proprie caratteristiche e richiede competenze diverse. Nella magia per bambini occorre saper coinvolgere e ascoltare; nella magia da scena bisogna pensare alla platea e alla visibilità degli effetti; nel close-up la vicinanza rende ogni dettaglio ancora più importante. Nella street magic, invece, il pubblico non è necessariamente già pronto ad assistere a uno spettacolo: è il mago a dover creare l'occasione per sorprendere. E in tutte queste situazioni il teatro torna a essere un alleato prezioso. La tecnica, infatti, è soltanto una parte del lavoro: contano anche il racconto, il ritmo, la relazione con chi guarda e la capacità di dare un senso a ciò che viene mostrato. Non sarà necessario arrivare con un bagaglio di conoscenze. La SQUOLA è pensata per chi desidera iniziare, per chi è curioso o curiosa e per chi vuole mettere alla prova una passione che magari coltiva da tempo senza aver mai trovato l'occasione giusta. L'obiettivo non è trasformare dieci principianti in professionisti in poche settimane, né chiedere a tutte e tutti di diventare persone da palcoscenico. È offrire un primo percorso concreto, mostrare quanta ricchezza si nasconda nell'arte magica e aiutare ciascun partecipante a sviluppare strumenti con cui continuare a esercitarsi. Soprattutto, significa creare un ambiente nel quale imparare insieme sia parte della magia stessa. Perché ogni persona arriva con una storia, un carattere, un modo diverso di osservare e di comunicare. Ed è proprio dall'incontro di queste differenze che può nascere qualcosa di interessante.

Non soltanto il martedì: conferenze e ospiti speciali il venerdì

Per chi parteciperà alla SQUOLA, il percorso potrà continuare anche oltre le lezioni del martedì. Sarà infatti possibile assistere ad alcuni degli incontri del venerdì sera organizzati da Blink, insieme ai soci del circolo, con conferenze straordinarie e ospiti speciali. Sono occasioni per incontrare artisti, ascoltare esperienze differenti e scoprire il lavoro che si svolge lontano dai riflettori. Perché la magia non finisce quando il pubblico applaude: continua nello studio, nella ricerca, nelle prove e nel confronto tra persone che condividono la stessa passione. Per le nuove allieve e i nuovi allievi sarà anche un modo per conoscere da vicino la comunità di Blink e capire che cosa significhi entrare in un circolo magico: non soltanto apprendere, ma partecipare, fare domande, condividere idee e contribuire a un ambiente nel quale ciascuno possa sentirsi accolto.

Il gran finale: tutte e tutti sul palco per il BLINK TALENT

Il viaggio si concluderà venerdì 5 febbraio 2027 con il BLINK TALENT, la serata nella quale tutte e tutti gli allievi saranno chiamati a salire sul palco per stupire i professori e i soci di Blink. Dopo dieci appuntamenti di studio e pratica, sarà il momento di scegliere un effetto, preparare una presentazione e affrontare l'emozione di esibirsi davanti agli altri. Per alcune persone sarà la prima esperienza davanti a un pubblico; per altre, l'occasione per capire quanto siano cambiate rispetto alla prima lezione. Il BLINK TALENT non sarà soltanto una prova finale. Sarà la celebrazione di un percorso condiviso, nel quale ogni partecipante potrà mostrare ciò che ha imparato e il modo personale in cui ha scelto di interpretarlo. Non conterà soltanto la perfezione tecnica. Contano il coraggio di esporsi, la capacità di raccontare, la disponibilità ad accettare gli imprevisti e il rispetto per chi si mette in gioco accanto a noi. Se un effetto non dovesse riuscire esattamente come previsto, ci sarà comunque qualcosa da portare a casa: l'esperienza di averci provato, la consapevolezza di poter imparare dai propri errori e la soddisfazione di essere arrivati fin lì. Perché il palco non è soltanto il luogo in cui si mostra ciò che si sa fare. È anche il luogo in cui si scopre ciò che si può diventare.

Il calendario della SQUOLA di Magia 2026-2027

Le lezioni si svolgeranno dalle ore 21 alle 23 nella nuova sede di Blink, a Palazzo Savio, a Dronero, nell'incantevole Sala dei Segreti, con ingresso dietro le mura. Gli appuntamenti sono fissati per:

  • Martedì 10 novembre 2026
  • Martedì 17 novembre 2026
  • Martedì 24 novembre 2026
  • Martedì 1° dicembre 2026
  • Mercoledì 9 dicembre 2026
  • Martedì 15 dicembre 2026
  • Martedì 12 gennaio 2027
  • Martedì 19 gennaio 2027
  • Martedì 26 gennaio 2027
  • Martedì 2 febbraio 2027

Venerdì 5 febbraio 2027: BLINK TALENT, con tutte e tutti gli allievi sul palco.

Informazioni e iscrizioni
La SQUOLA è rivolta a partecipanti dai 14 anni in su, con un massimo di dieci posti disponibili. La prima lezione è gratuita. Per informazioni sulle iscrizioni e sulle modalità di partecipazione è possibile contattare direttamente il circolo.

  • Telefono: 338 6144523
  • E-mail: blinkcircolomagico@gmail.com
  • Sede: Palazzo Savio, Dronero, ingresso dietro le mura
  • Orario delle lezioni: dalle 21 alle 23
  • Età minima: 14 anni
  • Posti disponibili: 10
  • Prima lezione: gratuita

La magia più grande è scoprire di poter fare la differenza

A Dronero, la SQUOLA di Magia di Blink si prepara ad accogliere una nuova classe di apprendisti e apprendiste. Arturo il Mago coordinerà il percorso; Mago Alby accompagnerà il gruppo nella manipolazione; Diego introdurrà al mentalismo; Federico condividerà la passione per la cartomagia e la storia della magia. Accanto a loro, gli altri professori e soci del circolo metteranno a disposizione il proprio sapere, contribuendo a un'esperienza nella quale la tecnica si intreccia con il teatro, la creatività e la crescita personale. Non serve arrivare sapendo già fare qualcosa di straordinario. Serve la voglia di provare, di ascoltare e di imparare. Serve la disponibilità ad accettare che qualche volta le cose non funzionino e che, proprio per questo, valga la pena riprovarci. La Q della SQUOLA ricorda che non dobbiamo essere tutte e tutti uguali per imparare insieme. Che ogni persona può trovare il proprio linguaggio. Che la sicurezza si costruisce affrontando anche ciò che ci mette in difficoltà. E che una passione diventa ancora più preziosa quando può essere condivisa senza lasciare nessuno ai margini. Forse, al termine delle dieci lezioni, qualcuno saprà far sparire una carta, qualcun'altra saprà manipolare una pallina, qualcun altro ancora avrà scoperto il piacere di raccontare una storia davanti a un pubblico. Ma il risultato più importante potrebbe essere meno visibile e più duraturo: una nuova fiducia nelle proprie capacità, una maggiore libertà di esprimersi, il coraggio di sbagliare e la consapevolezza di poter crescere insieme agli altri. Nella Sala dei Segreti di Palazzo Savio, la porta è pronta ad aprirsi. Dieci posti aspettano chiunque abbia voglia di scoprire che cosa si nasconde dietro una magia e, magari, dietro una parte ancora inesplorata di sé. A Blink si impara la magia. Si impara il teatro, si impara a stare in pubblico, si impara a sbagliare e rialzarsi. Si impara a fare la differenza. E soprattutto, si cresce. Perché la scuola si scrive con la Q, la meraviglia non ha genere e la magia più bella è quella che riesce a far sentire ciascuna persona parte dello spettacolo.

Benvenute e benvenuti alla SQUOLA di Magia di Blink. Don’t Blink!

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